Arielle Lecourbe - Ciò che i padri tacciono (2026)

«Mia madre mi ha sempre guardata negli occhi. Una sola volta, in una cucina, mi ha parlato senza guardarmi.»
Un’estate, un test del DNA fatto quasi per gioco mostra su uno schermo una parola che non dovrebbe esserci: fratellastro. Per la narratrice, nata a Parigi nel 1962, è l’inizio di un’indagine che la porta dalle lettere ingiallite di Oujda all’Algeri degli ultimi anni francesi, da un appartamento di rue Lecourbe a una casa di pietra nell’Aisne.
A poco a poco emergono tre uomini. Quello che l’ha cresciuta sapendo fin dal primo giorno che non era del suo sangue, e che l’ha amata senza condizioni. Quello che lei non ha mai conosciuto, un ufficiale che non ha mai smesso di pensare a lei. E quello che credeva suo fratello, e che lo sapeva da sempre.
Tra loro, una donna: sua madre, che ha mantenuto una promessa per tutta la vita e che, una sera d’estate, pronuncia finalmente un nome.
Ispirato a fatti reali, Ciò che i padri tacciono è un romanzo sui segreti di famiglia, sulla filiazione e sull’amore che sceglie. Una storia di silenzi custoditi per amore, di ciò che si trasmette senza dirlo, e di ciò che si dona tacendo.
«Ciò che i padri tacciono non è ciò che hanno da nascondere. È ciò che hanno da dare.»