Francesca Consagra - AMA/ORE: Come amore, ma con il tempo in mezzo (2026)

C’è stata una bambina che aveva una fretta assurda di diventare grande.
Voleva vedere tutto, provare tutto, arrivare dappertutto. Guardava il mondo come se fosse troppo grande per restare ferma e il tempo come se non ce ne fosse mai abbastanza.
Quella bambina ero io.
Per anni ho creduto che crescere significasse allontanarmi da lei.
Sono partita. Ho cambiato città, case, sport, persone, sogni. Ho imparato a vincere, a resistere, a fare da sola. Ho riempito le giornate fino a non lasciare quasi più spazio tra una cosa e l’altra. Ho costruito il mio corpo, il mio lavoro, le mie ambizioni e tutte le versioni di me che pensavo sarebbero state, finalmente, quella definitiva.
Non lo è stata nessuna.
E forse è proprio qui che comincia questa storia.
Perché esiste un momento in cui continuare ad andare avanti non significa più necessariamente crescere. Un momento in cui la forza con cui hai costruito la tua vita può diventare la stessa con cui rischi di perderti dentro di essa.
Io quel confine l’ho attraversato.
E ho scoperto che alcune vittorie possono essere vere anche quando hanno un prezzo. Che si può amare qualcosa e scegliere comunque di lasciarla. Che possiamo voler bene a persone che non appartengono più alla nostra vita. Che cambiare direzione non cancella la strada percorsa. E che non abbiamo bisogno di rendere brutto ciò che è stato per amare ciò che abbiamo adesso.
Soprattutto, ho scoperto che forse non siamo fatti per trovare una versione definitiva di noi stessi.
Siamo fatti per attraversarne molte.
La bambina.
L’atleta.
La figlia.
La donna che voleva dimostrare.
Quella che vinceva.
Quella che si è persa.
Quella che ha imparato a fermarsi.
Quella che ha ricominciato.
Per molto tempo ho pensato che fossero persone diverse.
Poi sono tornata a guardare quella bambina.
E ho capito che, in qualche modo, le conteneva già tutte.
AMA/ORE non è la storia di come sono diventata una persona migliore.
È la storia di quanto lontano sono dovuta andare per capire che non avevo bisogno di diventare qualcun altro.
E di tutte le ore che ho dovuto attraversare prima di imparare a scegliere a cosa — e a chi — volevo davvero darle.
AMA/ORE.
Come amore, ma con il tempo in mezzo.
Perché forse una vita non si misura soltanto in ciò che siamo riusciti a costruire.
Ma nelle ore a cui, potendo tornare indietro, sceglieremmo ancora di appartenere.