Reginald Musgrave - Sherlock Holmes e il treno dei morti (I casi ritrovati di Sherlock Holmes Vol. 7) (2026)

Inverno 1898. A Baker Street arriva dalla Russia la lettera di un uomo che dice di essere morto da undici anni.
Il registratore Pavel Zarubin morì nel gennaio del 1887 in una tormenta, sulla ferrovia degli Urali, insieme a ventitré deportati diretti in Siberia. Ha una croce di legno, un posto in una fossa comune, una vedova che riceve la pensione. Eppure scrive a Sherlock Holmes: «Ieri sera ho visto arrivare il treno che mi ha portato alla morte. A bordo c'erano tutti i passeggeri che ho sepolto.»
Da Pietroburgo, città di palazzi e di gendarmi, alla piccola stazione nel bosco che si chiama Asiatica, sullo spartiacque fra due continenti, fino al grande archivio dei deportati di Tjumen', Holmes e Watson inseguono un vagone-prigione che fu bruciato undici anni fa e continua a viaggiare di notte, nelle notti di buran. Sulle sue pareti ci sono i nomi di uomini che non esistono più. E da qualche parte, sulla linea, c'è un uomo senza volto che non si toglie mai il berretto davanti alle icone.
Un romanzo di neve e di ferrovie, di nomi venduti e rubati, di morti che non restano nelle loro tombe. Il caso in cui Sherlock Holmes dovette scegliere non soltanto la verità, ma quale verità fosse giusto dire.
Edizione impaginata con cura: capolettera, cornici vittoriane, sommario, personaggi, epigrafi e nota storica.