Osvaldo Barilli - COVID-29: La Mutazione (2026)

Siberia Orientale, 2029. In un autunno spettrale e insolitamente caldo, il permafrost millenario cede, restituendo al mondo un segreto che avrebbe dovuto restare sepolto per sempre. Il Dottor Lukas Vogt, un ingegnere che crede nella logica e nei numeri, non sa che un banale incidente in una trincea di fango sta per scatenare l’apocalisse. Dagli abissi del tempo riemerge il Covid-29. Non è una variante, ma un predatore preistorico, un’entità biologica rimasta in attesa per trentamila anni, ora pronta a reclamare il suo dominio su un’umanità priva di difese.
Dalle rotte aeree globali ai corridoi di un prestigioso ginnasio di Francoforte, il contagio si propaga alla velocità della luce, trasformando ogni gesto d’affetto in una condanna a morte. Ma l'orrore ha un nuovo volto: il Lyssa-29, una mutazione che aggredisce il sistema nervoso, scatenando, negli infetti, una furia primordiale che la medicina non può arginare.
Mentre le metropoli vengono ridotte a zone di sterilizzazione e purificate con il fosforo bianco, la civiltà collassa. I vicini di casa diventano compagni di trincea. Per i pochi sopravvissuti, l’unica speranza è l’impossibile: una fuga disperata lontano dai centri urbani agonizzanti verso le vette e il mare. Inizia così un’odissea terrestre e fluviale attraverso una natura che sta riprendendo i suoi spazi. Il viaggio diventa una sfida contro il tempo e contro una mutazione che riscrive il comportamento umano. In un mondo dove il nemico viaggia nel tuo stesso respiro, resta un'unica, drammatica incognita: in questo nuovo mondo riuscirà l’umanità a sopravvivere?