Elisabetta Bricca - La villa delle ricamatrici (2026)

Elisabetta Bricca - La villa delle ricamatrici (2026)
Umbria, inizio Novecento. Nelle campagne a un passo dal Lago Trasimeno le donne custodiscono un segreto antico: l'arte del ricamo, tramandata di madre in figlia come un rituale sacro. Sono mani segnate dalla fatica, ma quando stringono l'ago diventano leggere come l'aria e sulla tela fanno fiorire ghirlande e volute di fili color ruggine, verde e celeste antico. Romeyne Robert, la moglie americana del marchese di Sorbello, che amministra quelle terre, è sorpresa dal fatto che decorazioni così raffinate possano nascere dalle mani di donne che vivono dentro baracche fatiscenti. Lei ha gli strumenti giusti per aiutarle a riscattarsi: un titolo nobiliare, un patrimonio e un'idea. Il ricamo, fino ad allora una tecnica segreta e domestica, riservata alla decorazione dei corredi nuziali, può diventare un'arte venduta e ammirata ben oltre i confini di quelle campagne. Nella Villa del Pischiello, la storica residenza estiva della famiglia Sorbello poco lontana dal Trasimeno, Romeyne fa dunque allestire un opificio, ma la sua è un'impresa che deve legittimare passo dopo passo, contro la resistenza del marito, i pregiudizi della società e la diffidenza dei contadini