Danilo Caruso - Un cuoco, tante cucine: Trent'anni di viaggi, mestieri e ripartenze (2026)

Un lavapiatti di diciott’anni parte per la Germania senza una meta. Trent’anni dopo cucina smash burger e sushi su un’isola siciliana. In mezzo: sedici stagioni nei villaggi turistici, cinque continenti, una trattoria di famiglia, un matrimonio in moto e una figlia da crescere.
Danilo Caruso non è uno chef famoso e non ha mai fatto una scuola di cucina. Il mestiere l’ha imparato guardando le mani di chi ne sapeva più di lui, in ogni cucina in cui è passato: la trattoria del padre alle porte di Termini Imerese, dove si ritrova primo chef con settanta piatti in menu e centocinquanta coperti la domenica; un ristorante italiano di Sydney dove, dopo un mese, il pizzaiolo resta senza pizze da fare; il locale ricercato del cugino, dove va il pomeriggio solo per impastare il pane; un pub dove impara il sushi da un sushiman che non gli svelerà mai la ricetta del riso; un ristorante sociale dove il mestiere lo insegna lui, a ragazzi arrivati da lontano; una griglia ricavata da un boiler sulla spiaggia di Favignana.
Ma prima della cucina, e in mezzo, c’è tutto il resto: il bagnino in Sardegna, il camion dei mobili in giro per la Sicilia, il Battaglione San Marco, un autolavaggio. Poi la Valtur: sedici stagioni tra Tunisia, Marocco, Cuba, Maldive e le montagne italiane, da istruttore di vela a scenografo a capo animatore. Lanzarote, raggiunta per tre segnali del destino. L’Australia, con un volo e una settimana di B&B. Ustica e Cefalù da istruttore subacqueo. Malta, e la fuga sull’ultima nave del 18 marzo 2020. Il Kenya, con la figlia.
Ed è la storia di Cinzia, conosciuta nella trattoria di famiglia e sposata arrivando al ristorante sulla sua Kawasaki, persa troppo presto; e di Rocío, che su quella moto oggi ci sale dietro volentieri.
Trentuno capitoli brevi, raccontati come si racconta un aneddoto in cucina a fine servizio, dal prologo in Argentina — dove l’autore è nato, e dove l’asado è quasi una religione — fino al Cunzo di Favignana. Un libro per chi ama le storie di cucina vere, i viaggi fatti con un solo biglietto e le ripartenze: perché il caso mette davanti una porta, ma attraversarla è sempre una scelta.