Viola Bellandi - L'ho chiamata 14 volte dal letto d'ospedale. Non ha risposto (2026)

Quattordici chiamate. Nessuna risposta.
Ero in un letto d'ospedale. Avevo un ginocchio distrutto, il telefono in mano e un unico desiderio: sentire la sua voce.
Alle quattro e dodici del mattino, finalmente, mi arrivò un messaggio.
Cinque minuti dopo, la lasciai.
Sei anni dopo, la professoressa di fisica di mia sorella era lei.
Sofia Valenti.
La ragazza che avevo amato. Quella che avevo giurato di non rivedere mai più.
Peccato che mia sorella avesse appena combinato un disastro nel laboratorio della scuola. E che io, per rimediare, avessi accettato di lavorare proprio sotto gli occhi della mia ex.
Pensavo di poterla ignorare.
Poi, al matrimonio di una vecchia compagna di classe, davanti a tutti, Sofia pronunciò sei parole:
«Io ne ho avuto solo uno.»
Un solo fidanzato.
Me.
Per sei anni avevo creduto di sapere perché non aveva risposto a quelle chiamate.
E se la storia che mi ero raccontato fosse completamente sbagliata?