Giuseppe A. Cerase - Eutanansia (2026)

Ci sono promesse che si pagano per tutta la vita.
Londra, vigilia di Natale. John Edwards, ottant'anni, si accascia nella cucina di casa mentre spalma la sua marmellata di mirtilli. In ospedale, la diagnosi non lascia speranze. Ma al pronto soccorso un vecchio sconosciuto, appoggiato a un bastone, si avvicina a lui e a sua moglie Martha, e sorride: «Siete in ritardo».
Da quella notte, nella stanza di John comincia a passare Lucius, un vicino gentile, ironico, irresistibile. Un amico. Fino al giorno in cui gli offre un dono: la fine di ogni sofferenza.
Tra la Portsmouth degli anni Trenta, sconvolta dalla guerra, e un ospedale londinese di oggi, Eutanansia ripercorre la vita di un uomo che ha perso tutto e non ha mai smesso di rialzarsi: un fratello inghiottito dal mare, un padre sotto le bombe, una promessa fatta al buio, a sei anni, sull'ultimo gradino di una scala.
Un romanzo sulla paura della fine, sull'amore capace di sacrificarsi, e su una domanda che non smette di inquietare: chi ha il diritto di decidere quando una vita deve finire?