«Suo padre è morto lasciando un debito di quattro milioni di euro. E ora, signorina Ricci, quel debito è suo.» Tre settimane dopo il funerale di mio padre, un avvocato ha bussato alla mia porta e ha distrutto l'unica versione della mia vita che conoscevo. Quattro milioni e duecentomila euro
Ciò che resta Ci sono persone che attraversano la nostra vita per restare. Altre, invece, arrivano per cambiarci e lasciarci qualcosa che porteremo dentro per sempre. In Ciò che resta, l’autore ripercorre una serie di incontri e relazioni che hanno segnato il suo percorso personale, dando voce al
Centotre giorni all'Equinozio di Primavera. Un'unica alba per sfuggire all'abisso. La notte del dodici dicembre ha mandato in frantumi lo specchio di Palazzo Orsini, costringendo Lucian e Sophia a una fuga disperata attraverso un'Europa sepolta dal gelo. Sophia D'Avalos
Una chiesa del Quattrocento nel cuore scuro di Napoli. Un cifrario sepolto nel marmo che ha inghiottito chiunque abbia tentato di leggerlo. Un'attrazione inevitabile e proibita tra una restauratrice e un uomo avvolto nel mistero. «Non andare a Santa Maria la Nova, Sophia. Quella pietra mangia
Romanzo a mosaico ispirato a una storia vera. Una telefonata. Un esame. Un'attesa che sembra non finire mai. A Palermo, tra le strade della città e i corridoi di un ospedale, un uomo non più giovane scopre che una diagnosi di cancro non cambia soltanto il corpo. Cambia il modo di guardare il
Castiglion Fibocchi, 17 marzo 1981. Una valigia dietro un armadio. Per dodici anni Michele e Laura hanno tenuto le carte di un uomo che sapeva sempre tutto prima: i governi, le banche, le crisi. Poi, in un capannone della provincia di Arezzo, un giovane finanziere apre una valigia piena di nomi. E
Bologna, 2 agosto 1980. Ore 10.24. Michele ha in tasca il rullino di un ragazzo che non tornerà più a prenderlo. Tommaso, vent'anni, studente di ingegneria, aveva imparato a fotografare con la sua vecchia Retina. Il 27 giugno è salito sul volo serale da Bologna a Palermo, posto finestrino,
Roma, 16 marzo 1978. Ore 9.25. La radio interrompe le trasmissioni. Michele e Laura sono sposati da quasi tre anni. Hanno una casa con un pino a Monteverde, un balcone con due sedie di vimini e, per la prima volta, un'idea di futuro: un figlio, un giorno. Poi un commando rapisce in via Fani
Brescia, 28 maggio 1974. Sotto la pioggia, una piazza piena di gente. Quattro anni dopo piazza Fontana, Michele Ceccarelli non è più un fotografo di matrimoni che ha visto troppo. È un uomo che ha imparato a tacere. Poi arriva una lettera da Brescia: un ragazzo di ventiquattro anni era in piazza
Roma, notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970. Ore 1.40. Il telefono squilla nella stanza di Michele Ceccarelli, fotografo di matrimoni. All'altro capo c'è l'ingegner Landi, cordiale come sempre: tenga pronta la macchina fotografica, domani potrebbe esserci molto da fotografare. Poi